Storia

La meravigliosa arte della cucina

Per te,

Giuliano Poggetti, “marinese” purosangue, coniugato con tre splendidi figli ai quali, chi come me ti conosce, spera che insegnerai la meravigliosa arte della cucina.

Si, mio caro e sconosciuto amico, Giuliano conosce l’arte e sa, con magica comunicativa, trasformarla in gustosissimi quanto piacevoli piatti, sia per il gusto che per la vista.

Si sa, “anche l’occhio vuole la sua parte” e Giuliano, scrupoloso per natura, non si accontenta solo di presentare dei piatti buoni, prelibati, gentili ma esige che i suoi manicaretti siano belli ed invitanti. “Non si impara in un giorno”, dice la signora Vittorina, madre e severa giudice di un “MaÎtre” che ormai ha tracciato uno stile e un modo di cucinare che ha conosciuto lodi ed onori anche in campo internazionale.

Ecco, te ne cito “qualcuno” per illustrarti simbolicamente, che tutto quello che mangerai, non è altro che la fantasia di un principe della cucina; ho parlato di onorificenze internazionali ed eccoti servito: 1968 – Commanderie des Cordons Bleus de France; 1969 – Padellina d’oro, i 10 migliori ristoranti d’Italia; 1970 – Piatto d’oro M74, Oscar della Cucina Italiana; 1971 – Comitato Natale a Napoli, Grandi Cucine a confronto (Giuliano Poggetti rappresenta la Toscana); 1973 – Medaglia d’Oro a St. Vincent dove rappresenta la Cucina Toscana; 1974 – Posate d’Oro all’Expo di Milano; .. e tutti gli altri che sono appesi alla parete.

Ma non basta, hanno anche scritto di lui i migliori nomi del giornalismo enogastronomico italiano su riviste specializzate come Cocktail, Eno e molte altre; lo scritto però a cui Giuliano è particolarmente affezionato, sono due righe di cui voglio riportare integralmente il testo: «Atto di nascita di una ricetta di Giuliano Poggetti – Crespelle di ‘cocuzze’ (vongole) come piacciono a carnicina. F.to Luigi Carnicina ed Emilio Guagnini.» Può bastare, perché a te non interessa solo sapere dove mangi, ma anche cosa mangi ed è qui che Giuliano sfoggia veramente la sua fantasia, la sua maestria.

Sa anche di poter contare su alcuni alleati preziosi a cui non potrai mai dire di no: la freschezza e la genuinità di ciò che cucina; sceglie personalmente tutti gli ingredienti di cui ha bisogno, dall’olio alle verdure, dalle carni al pesce ed è proprio il pesce quello che Giuliano “ama” come se stesso. Quel pesce, che avrai il piacere di gustare, è il frutto di metri e metri di rete che pazientemente sono state pulite da lui stesso perché, per amare il mare, bisogna “andar per mare” e lui sa come. Non a caso va a vela dalla prima infanzia e non a caso ha vinto regate per tutta Italia.

Caro amico, hai a che fare con un professionista che ama quello che fa perché sa farlo bene, anche se “lui”, Giuliano, non te lo dirà mai; l’unica cosa, invece, che ti dirà, con la schiettezza di un buon toscano e la gentilezza di un nobile “.Signore, la carne non è un bel piatto, guardi la che meraviglia.” e, indicandoti il carrello, ti mostrerà quei pesci da poco pescati che sanno ancora di mare, di salmastro, di vento. Dì pure, faccia lei: «Faccia lei!», perché da anni di studio in Francia e sui transatlantici non si cancellano e, se può anche apparirti un po’ burbero e scontroso, non alterarti, tanto alla fine, se sei un buongustaio, vinci tu.

Intanto sorseggia quel buon vino che hai sulla tavola, non per nulla, Giuliano, è un raffinatissimo sommelier.

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Storia

La storia della Stazione Balneare- Marina di Cecina

Nel 1873 nel Carteggio dell’A.S.C.C. busta 3/12 si trova un documento per regolare le Bagnature al mare. Le prime notizie di Cecina come centro balneare risalgono al 1880 quando la Direzione Generale delle ferrovie riconobbe Cecina qualwe “stazione balneare” agli effetti delle tariffe ferroviarie, particolarmenti per i biglietti di andata e ritorno. Nel 1882 sul corazziere del 23 luglio 1882 si legge “La sottoscritta conduttrice avverte il pubblico che per la corrente stagione estiva trovansi presso di sé camere ammobiliate per famiglie bagnanti..”. Nel 1889 e il 1890 viene istituito un servizio “tranwai- omnibus” a cavalli dal paese alla sua marina, con 8 corse giornaliere in ciascun senso, e il giornale di Volterra scrive che la spiaggia è popolata da “un’eletta schiera di signore e signorine”. Delibere del consiglio anno 1891 Nulla Osta per aprire uno stabilimento balneare a Giovanni Londi, già nel 1888 bagnaiuolo pubblico.

Il 3 settembre 1893 su un giornale locale si legge: “La nostra bella e ridente Marina è pressochè deserta per la partenza dei militari che tanto l’animavano e per l’abbandono quasi completo degli habitués che generalemente prendevano il bagno. Raramente però abbiamo visto una stagione così riuscita come quest’anno. La colonia dei bagnanti numerosa fin da principio è andata sempre aumentando e la lunga distesa della spiaggia popolatissima e piena di vita ha presentato dalla mattina alla sera un colpo d’occhio stupendo (.) l’ancor primitivo stabilimento balneare ha fatto buoni affari checché ne voglia dire il buon Giannaccio che sempre piangente miseria ha tentato di contentar tutti.” I bagnanti erano in buona parte Cecinesi che affollavano la spiaggia specie nei giorni festivi. Per molti anni lo stabilimento di “Giannaccio” fu l’unico di Marina e venne tutti gli anni migliorato, e nel 1913 dotato anche di ristorante. Era l’unica stazione balneare in un tratto lunghissimo di costa, fra l’aristocratica Castiglioncello e S. Vincenzo. Castagneto non riuscì allora a svilupparsi vuoi per l’esagerata moralità dei suoi amministratori :”.. mentre nei più importanti stabilimenti di bagni, come Livorno, Viareggio, Rimini ecc. troppo giustamente si permette il promiscuo bagnarsi de’ sessi (.) a Castagneto i tutoti, vigili custodi delle tradizioni degl’incontaminati pudore e moralità, si scandalizzano di vedere in costume semiadamitico, un apollo e una venere tuffarsi nelle stesse onde, e sotto la pena della più rigorosa legge di polizia prescrivono che i due sessi, durante il bagno, siano a distanza fra di loro di almeno 500 metri.” Dalla guida commerciale del 1913 si legge “In estate e in autunno uno dei divertimenti preferiti dai Cecinesi autentici, è quello di andare a far merenda sotto l’ombra dei resinosi pini, che profumando l’aria vivificano l’appetito e provocano il buon umore. La domenica le trattorie grandi e piccine sono in piena attività, il movimento che in questo giorno della settimana si verifica è straordinario. La popolazione si riversa presso il mare trovandovi diletto e ristoro. Vi è un servizio di tram e carrozze a cent 15 il posto”.

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Curiosità di Marina di Cecina

Persone sulla spiaggia Giochi al mare

Municipio di Bibbona, Provincia di Pisa, protocollo n. 8 Oggetto: provvedimenti intorno le bagnature al mare Ill.mo Sig. Direttore della scuola di tiro, Cecina Fitto di Cecina li, 27 Giugno 1873 Per quell’uso che di ragione trasferivo alla SVM alcuni provvedimenti emanati intorno alle bagnature al mare nella corrente stagione estiva in ordine all’art. 87 della Legge sulla pubblica sicurezza del Regno.

Le bagnature al mare presso la Villa di Cecina dovranno effettuarsi:

  1. Dagli uomini provvisti di mutande nel tratto compreso dallo indicatore con bandiera verde e rosa.
  2. Dalle donne anch’esse provviste di una veste nel tratto compreso dall’indicatore con bandiera bianca al fiume Cecina.

    Donne sulla spiaggia

  3. Rimane a tutti proibito di bagnarsi nel tratto di mare che resta fra gli indicatori con bandiera verde e bianca di fronte alla Villa di Cecina.

La contravvenzione alle presenti disposizioni sarà punita con pene di Polizia. La recidiva potrà esser punita anche col carcere. L’arma dei BB Carabinieri la guardia Municipale sono incaricati di curare l’esatta osservanza delle presenti disposizioni. Il Sindaco (Fonte: Archivio Storico del Comune di Cecina)

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